Informazioni generali sul prezzo del petrolio, le quotazioni e come investire


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Il petrolio è un elemento imprescindibile per l’operatività di tutti i giorni, poiché fornisce la materia prima per carburanti e materiali di diverso tipo. Per questo motivo, si tratta di un bene davvero prezioso e oggetto di speculazioni finanziarie per diversi investitori: non a caso, viene chiamato anche oro nero.

I valori del petrolio subiscono forti fluttuazioni ma, come può essere constatato e verificato dai dati, si evolvono molto spesso al rialzo, rendendo possibili potenziali guadagni per gli investitori che, proprio per questo motivo, sono molti e monitorano l’andamento di questa materia prima sul mercato, per eventuali investimenti a lungo termine che portino a interessanti utili.

Di seguito, si vedono meglio i dettagli e le modalità per investire in questo ambito.

 

Quotazioni petrolio, storico

Le quotazioni più importanti da considerare per il prezzo del petrolio sono:

– l’andamento del Brent (giacimento di petrolio scoperto nel 1971 in Scozia), nome che caratterizza il petrolio di riferimento in Europa;

– il Dubai Crude, petrolio estratto a Dubai, utilizzato come riferimento per i prezzi del greggio, perché è uno dei pochi oli grezzi del Golfo Persico disponibili immediatamente;

– l’Oman Crude, benchmark  per i prezzi del petrolio in Asia;

– il Reference Basket dell’OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries), media ponderata delle miscele di greggio dei membri dell’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, utilizzato anch’esso come riferimento per i prezzi del petrolio;

– l’Urals Oil, utilizato come base per i prezzi della miscela di olio di esportazione russa.

Negli anni, inoltre, l’andamento delle quotazioni è stato influenzato dal petrolio WTI (West Texas Intermediate), preso come riferimento nel prezzo del greggio e scambiato a Cushing, negli Usa, dove viene stabilito il prezzo per il NYMEX (New York Mercantile Exchange), il più importante mercato internazionale per options e futures sui prodotti energetici.

L’altra importante piazza finanziaria per le negoziazioni dei barili di petrolio è l’ICE Futures Europe (InterContinental Exchange) situata a Londra.

Analizzando l’andamento del prezzo, è possibile affermare quanto il petrolio sia volatile e sensibile rispetto al trend della domanda di greggio e a quello che succede sui mercati internazionali.

Negli ultimi anni, a partire dal 2014, questa materia prima ha subito un crollo, seguito dal ritorno al rialzo dallo storico accordo di Vienna del 2016.

Oggi, può essere molto interessante osservare l’andamento del prezzo del petrolio negli ultimi decenni.

Di seguito, alcuni dei dati più significativi.

Dal 1946 al 1955, il petrolio ha segnato i suoi minimi storici assoluti, con prezzi che toccavano 1,17 dollari a barile. Si deve tener presente che, in quel periodo, gli Usa erano nel pieno Dopoguerra, agli arbori della Guerra Fredda e del boom economico.

È invece il decennio che va dal 1976 al 1985 ad essere rilevante, in quanto il valore del petrolio inizia a crescere, a causa dell’influenza della quotazione del Brent e della globalizzazione dei mercati: in questo periodo, il prezzo aumenta sensibilmente, andando oltre i 39 dollari.

Il 1985 termina con una discesa del prezzo, che prosegue negli anni seguenti, quando prova a superare i 40 dollari a barile, senza successo, dopo aver toccato i livelli minimi, di 10 dollari a barile.

Dal 2006 al 2016,  si assiste a oscillazioni notevoli: vengono toccati i massimi storici a più di 140 dollari a barile, per poi registrare la fase ribassista che riporta la materia prima a livelli bassi, a circa 27 dollari a barile.

Le spiegazioni si possono riassumere nei passi in avanti compiuti dalla ricerca: negli anni, si sono sviluppate delle tecniche e metodologie di estrazione che hanno diminuito i costi di estrazione del petrolio. La produzione in Usa ha fatto così passi da gigante, permettendo di non dover comprare più petrolio e importarlo. In questo modo, però, si è andati verso uno squilibrio tra domanda e offerta mondiale, che ha portato ad un meccanismo ribassista.

Nel 2016, i produttori hanno deciso di dare una svolta alla situazione, impostando dei livelli da rispettare e riportando le quotazioni su livelli accettabili, in maniera tale che il prezzo del petrolio potesse aumentare e tornare in pieno trend rialzista sul mercato, come è puntualmente avvenuto negli anni successivi.

In conclusione, dal 1946 fino ad oggi, i valori storici del prezzo del petrolio WTI mostrano che la quotazione del greggio ha raggiunto i suoi massimi storici con 145,31 dollari a barile, nel mese di luglio del 2008.

 

Come si calcola e cosa influisce sul prezzo

Sono molteplici i fattori che influenzano il prezzo del petrolio e si combinano fra loro in modo variabile.

Il primo è la forza del dollaro statunitense: tra dollaro e petrolio c’è uno stretto legame, visto che la maggior parte degli scambi di petrolio avviene in dollari e si tratta della valuta di riferimento per le transazioni petrolifere.

È ovvio, quindi, che l’andamento della valuta americana si ripercuote direttamente sul prezzo del petrolio.

Altro fattore discriminante è la quantità di petrolio prodotta: man mano che la quantità di greggio immessa sui mercati aumenta, il prezzo diminuisce e viceversa. Si può dire quindi che le quotazioni petrolifere sono inversamente proporzionali alle riserve degli Usa e dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, l’OPEC.

 

Investire sul petrolio

In borsa, l’oro nero viene negoziato in barili di petrolio grezzo.

Da un punto di vista finanziario, il petrolio si può definire come un attivo finanziario molto volatile, dato che è caratterizzato da forti oscillazioni delle quotazioni nel breve periodo.

Investire sul petrolio può essere una buona scelta perché non è particolarmente complesso da analizzare e ciò rappresenta sicuramente un vantaggio.

Si tratta di un possibile investimento a lungo termine, interessante per chi vuole ricavare profitto dagli aumenti e dai ribassi delle quotazioni.

Grazie allo sviluppo delle piattaforme di trading online, chiunque può potenzialmente investire sul mercato petrolifero. Gli investitori privati possono speculare al rialzo o al ribasso sui prezzi del barile coi propri risparmi. È necessario scegliere il metodo di trading tra i CFD, cosiddetti Contratti per Differenza. Il petrolio offre numerosi vantaggi rispetto ad altri attivi popolari ma occorre studiare almeno le nozioni base di analisi del mercato e tecnica.

I CFD sono oggi gli strumenti più adatti per investire sulla quotazione del petrolio. Sono contratti per differenza che permettono ai privati di speculare sulla quotazione del barile di petrolio WTI o Brent, accessibili online da una piattaforma di trading.

Consentono di aprire una posizione, sia alla vendita che all’acquisto, con qualche clic. Si può scommettere sul rialzo o sul ribasso e chiudere quando il prezzo del barile raggiunge l’obiettivo prefissato. Il guadagno è determinato dalla differenza di prezzo tra il momento di apertura e quello di chiusura della posizione, proporzionalmente all’importo investito. È fondamentale che la quotazione si sia evoluta nella direzione prevista, altrimenti si ha una perdita.

I CFD sono molto semplici da usare e consentono di utilizzare il cosiddetto effetto leva, che fornisce la possibilità di aumentare i guadagni – o le eventuali perdite – anche con una piccola differenza di quotazione. Ci sono inoltre dei tools che permettono di gestire le posizioni al meglio, riducendo i rischi di perdite.

Sono differenti i modi per piazzare denaro sul petrolio, come il trading a lungo termine, interessante per chi ha un grande capitale da investire e vuole generare degli utili anche non nell’immediato. Se invece si vuole tentare di ottenere utili rapidamente, allora ci sono altri metodi.

È necessario comunque conoscere bene il mercato del petrolio per investire al meglio: in generale, può risultare allo stesso tempo semplice ma anche complesso. Trattare su un unico attivo può essere un vantaggio, soprattutto per i meno esperti. Nonostante ciò, è indispensabile conoscere bene anche i differenti attori del mercato, che hanno un’influenza diretta sui prezzi del petrolio e sapere bene come funziona globalmente il mercato stesso, prima di investire del denaro.

Si è visto come dal 2014 il prezzo del petrolio sia sceso. Dopo essersi avvicinata ai 100 dollari al barile, la quotazione del petrolio ha poi perso quasi il 50 per cento del suo valore. Ma si tratta di un mercato, come tutti quelli finanziari, regolato da tendenze alternate al ribasso e al rialzo.

Oggi, ad esempio, gli analisti prevedono tendenzialmente una fase rialzista che potrebbe eventualmente permettere agli investitori di guadagnare anche molto. Può essere quindi importante prendere in considerazione e tenere monitorata questa nuova tendenza per prendere posizione a lungo termine o a breve termine.

A cura di Matteo Di Felice