Retention: traduzione, significato ed esempi


Retention: traduzione, significato ed esempi

 

Retention traduzione

Tradotto letteralmente, il termine Retention significa ritenzione, conservazione o, ancora, memorizzazione.  Con Retention, si è quindi soliti identificare un’azione di possesso, uso o controllo di qualcosa o di qualcuno.

 

Retention significato

In ambito economico, il termine Retention è direttamente legato a strategie aziendali che hanno tutte in comune l’obiettivo della conservazione, fidelizzazione o gestione di cose o persone.

In particolare, si possono individuare due macro-categorie principali nell’ambito delle quali il termine retention viene utilizzato per identificare delle strategie con degli obiettivi ben precisi: l’Employee Retention e il Retention Marketing, con particolare riferimento alla Customer Retention.

 

Employee Retention

La cosiddetta Employee Retention fa riferimento allo sforzo da parte di un’azienda per mantenere lo staff dipendente: in questo caso, vengono messe in atto politiche di fidelizzazione dei dipendenti volte a soddisfare le varie esigenze di questi ultimi. Tali strategie tendono a migliorare la soddisfazione sul lavoro, concorrendo a ridurre conseguentemente i costi effettivi legati all’assunzione e alla formazione di nuovo personale.

Esistono numerose strategie volte alla fidelizzazione dei dipendenti, ad esempio:

  • crescita professionale;
  • executive coaching, ovvero formazione manageriale;
  • women’s retention programs, programmi di sviluppo rivolti esclusivamente alle lavoratrici di sesso femminile di un’azienda;
  • onboarding, il processo di inserimento in azienda di un dipendente successivo alla sua assunzione.

Gli studi hanno dimostrato che il costo relativo alla sostituzione diretta di un dipendente può raggiungere il 50-60 per cento dello stipendio annuale del dipendente stesso ma il costo totale può raggiungere in alcuni casi il 90 per cento. Questi costi includono i nuovi corsi di formazione, lo stipendio del recruiter, il processo di separazione con i dipendenti, gli errori sul lavoro, le eventuali vendite non compiute, il morale ridotto dei restanti dipendenti e un’altra serie di altri costi per l’intera organizzazione.

 

Retention marketing

Il termine Retention può essere anche utilizzato per le azioni di Customer Retention – strettamente dipendenti dalle strategie aziendali di Marketing Retention – che hanno come obiettivo finale l’efficacia da parte di un’azienda nel mantenere i propri clienti per un determinato periodo.

Il Retention marketing, conosciuto anche come Loyalty Marketing o Lifecycle Marketing è un termine con il quale si fa fondamentalmente riferimento alla strategia di mantenimento dei clienti/consumatori da parte dell’azienda, attraverso politiche di soddisfazione dei bisogni dei propri interlocutori.

Il Retention Marketing è dunque una forma di marketing sempre più diffusa soprattutto nel mondo dell’ecommerce. L’obiettivo di questa disciplina è quello di annoverare clienti fidelizzati affinché possano tornare ripetutamente a rivolgersi all’azienda venditrice per effettuare nuovi acquisti. Si tratta di un vero e proprio cambiamento: infatti, anziché focalizzarsi solo sull’acquisizione di innumerevoli nuovi clienti, secondo il Retention marketing l’azienda dovrebbe concentrarsi anche e soprattutto sullo sviluppo e, quindi, sulla redditività, di quelli che già possiede.

Attraverso la fornitura di prodotti o servizi di alta qualità, le aziende possono essere in grado di aumentare il Customer Life Value (CLV) e le entrate complessive della attività in generale. Il Customer Life Value è un indicatore di performance che monitora i profitti prevedibili in base alla relazione con i propri clienti. Ancora, il CLV può essere definito come il profitto che ogni singolo cliente può generare nel tempo. Al giorno d’oggi, è assodato che è molto più difficile attirare nuovi clienti piuttosto che mantenere quelli con i quali si ha già una relazione. Pertanto, si ritiene che mantenere solo una frazione dei clienti attuali può risultare talvolta molto più vantaggioso e redditizio che acquisire nuovi clienti.

Riassumendo, si può riassumere che il Retention marketing si prefigge i seguenti obiettivi fondamentali:

  • mantenere la soddisfazione dei clienti presenti e, allo stesso tempo, valorizzarli;
  • incoraggiare i clienti esistenti ad acquistare e, conseguentemente, spendere di più.

Valorizzazione ed incoraggiamento dei clienti esistenti diventa possibile attraverso la raccolta dei loro dati e delle informazioni legate alle abitudini di consumo da parte dell’azienda, che consentono ad essa  di agire facilmente e celermente sugli interessi e sulle esigenze di questi clienti.

Infine, per le strategie di Retention Marketing risulta importante lavorare sui feedback che il cliente potrà fornire. Lavorare sul feedback del consumatore, positivo o negativo che sia, aiuta l’azienda a migliorare la qualità dei propri servizi e prodotti nonché delle modalità d’offerta.



 

Data Retention

Il termine Retention può essere riferito anche alla conservazione di dati, regolamentato da specifiche direttive.

Con la definizione Data Retention, si  identifica la conservazione costante dei dati di individui, clienti e anche di dipendenti da parte di un’organizzazione, per diversi motivi.

Uno dei motivi può essere ad esempio il rispetto delle normative statali o federali.

Un altro motivo per il quale può essere importante conservare i dati in maniera corretta e sicura è quello di fornire all’organizzazione la possibilità di recuperare le informazioni critiche aziendali di fronte a eventuali perdite o mancanze di dati specifici in caso di eventi straordinari, come ad esempio un incendio o un’inondazione.

Le normative sui requisiti e sui tempi minimi di conservazione delle informazioni variano in base allo Stato e alla tipologia di dati, ma in genere possono andare da un minimo di tre anni fino ad una conservazione permanente.

Per garantire che tutti i dati necessari siano archiviati correttamente, gli amministratori informatici di un’organizzazione devono collaborare con il team legale e i titolari delle attività aziendali affinché vengano seguite da parte di tutti gli attori una logica e una procedura comune.

Secondo le procedure di Data Retention, deve essere pertanto definito un insieme di linee guida che descriva quali dati devono essere archiviati e per quanto tempo. La definizione di una policy interna può ridurre i costi e soprattutto i tempi di archiviazione dell’organizzazione, consentendo l’eliminazione dei documenti che non sono più necessari o lo spostamento di file a cui, ad esempio, non si accede più in un archivio.

Il trattamento dei dati personali in Italia è regolamentato dal D. Lgs 196/03 (codice in materia di protezione dei dati personali).

Può essere inoltre utile fare un cenno al regolamento generale relativo alla protezione dei dati dell’UE (GDPR), General Data Protection Regulation, che è entrato in vigore il 25 maggio 2018 e che introduce requisiti più severi in merito alla durata circa la protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali. Sulla base di tale regolamento, le organizzazioni devono quindi essere più  disciplinate nella conservazione dei dati personali degli individui.

Di seguito, una sintetica descrizione di alcuni degli articoli principali emanati dal nuovo regolamento. L’articolo 5 del regolamento europeo GDPR stabilisce che i dati devono essere conservati per un periodo non superiore a quello necessario per gli scopi per i quali vengono elaborati. Vi sono alcune circostanze in cui i dati delle persone fisiche possono essere archiviati per periodi più lunghi (ad esempio per scopi di archiviazione di interesse pubblico, per scopi di ricerca scientifica o storica). Ancora, l’articolo 39 del GDPR stabilisce che il periodo per il quale i dati personali devono essere archiviati dovrebbe essere limitato al minimo indispensabile e che i limiti di tempo dovrebbero essere stabiliti dal responsabile aziendale addetto al trattamento dei dati personali.  Per ogni ufficio direzionale, infatti, i soggetti designati devono controllare sistematicamente se esistono dati personali conservati il cui cosiddetto Retention Time sia superato e, pertanto, debbano essere eliminati, al fine rendere l’archivio dei dati più gestibile e fruibile, oltre che per mantenere solo i dati necessari. In conclusione, secondo i criteri di Data Retention del Regolamento UE 2016/679, le organizzazioni devono quindi garantire che i dati personali siano conservati, utilizzati e, infine, infine smaltiti in modo sicuro quando non sono più necessari.

A cura di Antonio D'Attis