Rischio d’impresa: definizione


Rischio d'impresa: definizione

Rischio d’impresa: definizione

 Il Rischio di impresa è un concetto legato alla gestione e alle scelte imprenditoriali nella conduzione di un’azienda, che concorrono a produrre risultati che possono essere positivi o negativi (profitti o perdite).

Il Rischio di impresa è connaturato all’idea stessa di impresa ed è un concetto non solo esistente da sempre ma anche sempre presente in tutto l’arco temporale della gestione di un’attività.

 

Cos’è il rischio di impresa

Da un punto di vista legislativo, secondo l’art. 2082 del Codice Civile, “è imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi” mentre, nell’art. 2555 del Codice Civile, si legge che “l’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa”. Non vi si trova una definizione esplicita di impresa ma si può dedurre che essa sia l’attività economica volta a produrre profitto.

Anche la definizione di rischio è complessa nonostante il fatto che tanta letteratura ha provato a indicarne la genesi e le specificità per ciascuna attività umana.

L’impresa rimane comunque una attività in costante evoluzione, dipendente da circostanze spesso non controllabili, tra cui l’ambiente, il costo del lavoro, i prezzi delle materie prime, la tecnologia, il comportamento degli acquirenti, i competitor, il regime normativo e fiscale ma anche dipendente dalle scelte gestionali. Si può dire che l’incertezza domini tutta la vita dell’impresa in ogni sua fase e che il rischio si possa considerare quindi una componente dell’impresa stessa.  Allora perché si parla di Rischio di impresa? Esso è collegato alla possibilità che, durante la conduzione delle attività, si verifichino eventi in grado di compromettere l’impresa stessa. Il calcolo e la gestione del Rischio d’impresa diventano quindi necessari per il funzionamento dell’azienda e per tentare di prevedere e mettere al sicuro imprenditore, azionisti e dipendenti.



Gestione del rischio di impresa

La gestione del rischio, conosciuto anche come Risk Management, appare quindi una qualità imprescindibile per fare impresa.

Si tratta di identificare i rischi possibili e prevedere meccanismi di gestione che siano in grado di fronteggiare gli imprevisti. Si può dire che, come disciplina, nasce alla fine degli anni ’50 negli Stati Uniti dove si cominciano a studiare strategie e metodologie apposite.

In sintesi, il Risk Management si basa sulla possibilità di prevedere il verificarsi di una minaccia e il peso delle sue conseguenze. Da qui, la possibile decisione di rendersi pronti ad operare alcune modifiche atte a fronteggiare gli eventi.

Si possono identificare i seguenti elementi:

identificare le minacce;

valutare le conseguenze;

gestire il rischio attraverso strategie e mezzi di intervento;

minimizzare i rischi economici ovvero ottimizzare obiettivi e investimenti.

L’attività di gestione del rischio non è solamente fondamentale per la vita stessa dell’impresa ma può diventare anche vantaggiosa per il manifestarsi di alcune esternalità positive: ad esempio, una gestione ottimale del rischio conferma e amplia la possibilità di credito presso gli istituti bancari, permette una maggiore conoscenza della filiera produttiva e dei processi, consente un migliore sfruttamento delle risorse, favorisce il rapporto con gli azionisti, consolida l’organizzazione dando maggiore stabilità e consente di diminuire il valore delle polizze assicurative.

 

Rischio d’impresa: assicurazione

Il Rischio di impresa è sempre presente nella vita di un’azienda e necessita di una protezione.

Il modo più diffuso per tutelare l’azienda sono le polizze assicurative che possono riguardare diversi elementi dell’attività, con alcune specificità a seconda del settore di riferimento:

il capitale investito;

il capitale umano;

il capitale civile.

In questi casi, si parla rispettivamente di protezione dei fattori produttivi fisici, come i macchinari, gli impianti, ecc.; di protezione della forza lavoro dagli infortuni, malattie e morte e, infine, di responsabilità civile ovvero di protezione dai danni causati dall’impresa e dai suoi dipendenti a terzi.

 

Rischio reputazionale d’impresa

Un altro rischio da non sottovalutare è il Rischio reputazionale ovvero l’attenzione verso la possibilità che emergano notizie lesive in grado di danneggiare l’impresa e la relazione con l’ambiente.

La diffusione di notizie – vere o false – può avere origine sia dall’esterno dell’azienda, ad esempio da giornalisti e stakeholder di vario genere oppure dall’interno, ad esempio a causa della denuncia da parte dei dipendenti riguardo a attività illecite (Whistleblowing).

Per questo, vi sono alcuni Indicatori per verificare e promuovere una buona reputazione.

Tra questi esistono gli standard ISO, come ad esempio l’ISO 26000 sulla Responsabilità Sociale di Impresa.

Il Rischio Reputazionale di impresa è forse tra i più difficili da gestire e prevedere e, in casi estremi, può portare alla chiusura dell’impresa stessa.

A cura di Laura Garlaschelli