Cloud o edge computing: qual è più efficace?


cloud computing

Le aziende hanno un crescente bisogno di processare e immagazzinare dati. Conservarli unicamente in-house è spesso improponibile: ecco perché ci si affida al cloud e all’edge computing. Ma come funzionano queste tecnologie e qual è la soluzione vincente?

Un’azienda che, nella sua filiera produttiva, annovera 2000 macchinari produce oltre 2200 terabyte di dati al mese. Una quantità di dati impressionante che serve a garantire il funzionamento delle macchine e la conservazione di informazioni importanti per l’attività imprenditoriale.



Gestire questa mole di dati in-house è impensabile: servirebbero spazi fisici e attrezzature per allestire un data center capiente. Così facendo si avrebbe il controllo assoluto dei propri dati, ma il bilancio sarebbe appesantito da costi insostenibili. Esistono però alternative molto valide: il cloud storage, l’edge computing o una gestione ibrida. Vediamo vantaggi e svantaggi di ogni soluzione.

Cloud storage

Il cloud diventa molto popolare all’inizio dello scorso decennio: viene offerto alle aziende prima e agli utenti poi. Tale tecnologia permette di conservare i dati generati su data center “in affitto”. Le aziende che offrono servizi cloud sono proprietarie di grandi data center aperti, a pagamento, ai dati altrui. Il cloud è molto conveniente perché è abbastanza efficiente e molto economico. Le piccole aziende, pagando qualche migliaia di euro all’anno, possono conservare tutti i dati accumulati e consultarli in qualsiasi momento grazie a software dall’interfaccia intuitiva. Le piattaforme di cloud storage più comuni sono gestite da Microsoft, Google, Amazon.

Al netto dei problemi di sicurezza, il cloud è stato a lungo adottato da piccole e grandi società per facilitare il proprio lavoro e permettere lo sviluppo di potenti infrastrutture tecnologiche. Qualcosa è cambiato negli ultimi anni: l’utilizzo massiccio del cloud da parte di ogni soggetto produttore di dati (macchina o umano che sia), ha fatto aumentare i prezzi e – in alcuni casi – ha ridotto le performance. Se utilizzare il cloud è ancora utile per piccole aziende, inizia a diventare scomodo per le grandi.

Edge computing: una nuova soluzione?

L’edge computing, attualmente ancora in fase di sviluppo preliminare, aggira il problema della conservazione dei dati gestendoli in loco. Grandi macchinari hanno imparato a elaborare i dati in tempo reale, conservando solo quelli realmente necessari. Chi adotta l’edge computing potrà quindi essere sicuro di avere un servizio efficiente (in quanto non entra in gioco rete internet, latenza e molto altro) e sicuro (non si esternalizzano dati sensibili).

È una valida alternativa che le macchine di nuova generazione percorreranno sicuramente. Naturalmente una piccola quantità di dati dovrà pur sempre essere conservata. Qui entrano in gioco le soluzioni ibride, sempre più apprezzate. Molte aziende decidono di conservare i propri dati sia in-house su piccoli data center, sia in cloud, sia tramite edge computing. Un approccio multicanale che permette di scegliere sempre e comunque il mezzo più economico e sicuro per garantire la produttività della propria azienda.

A cura di Matteo Di Felice